California Road Trip in 10 giorni

Avevo descritto nell’articolo precedente l’itinerario che avremmo percorso per attraversare la California in 10 giorni. Il programma è variato leggermente, ma le emozioni provate e i luoghi visti meritano attenzione. Quindi buona lettura!

DAY 1

Dopo 16 ore di viaggio arriviamo nella città degli angeli, con il sole ormai tramontato da diverse ore e i bagagli sulle spalle, pronti per essere riempiti di dieci giorni californiani. Ritiriamo l’auto e ci dirigiamo verso il nostro Hotel, a ovest di Beverly Hills, dove crolliamo per la stanchezza, confusi e disorientati per il Jet Leg.

DAY 2

Alle 7.30 della mattina seguente siamo già pronti e prende il via la nostra prima giornata sulla West Coast. La direzione è Santa Monica, località di mare molto popolata dalla gioventù del luogo durante la stagione estiva. Facciamo una colazione ibrida tra quella americana e quella italiana e ci dirigiamo verso il Pier (molo), attraversando una spiaggia vastissima ricca di numerosi sportivi e palme vigili a proteggerci dal sole caldo della California. Il molo è un vero e proprio parco divertimenti, adatto a famiglie e ragazzi, con una bella vista sulla spiaggia e sull’Oceano. Dopo esserci intrattenuti con le attrazioni del Pier, andiamo nel centro di Santa Monica, perfetto per fare shopping e lunghe passeggiate. La battaglia da combattere, soprattutto in estate, è contro l’aria condizionata negli edifici, molto forte e fredda: uscire ed entrare può far raffreddare molto facilmente. L’abbondanza della colazione ci fa saltare il pranzo e sentiamo il richiamo della musica e della vita di Venice Beach, a 5 minuti da Santa Monica; così andiamo a Venice Beach, località della quale conoscevo la mappa grazie al videogioco GTA. Qui sono numerosi gli street show, le bancarelle e la musica; insomma, un posto dove si può stare solo con il sorriso. Non dimenticate di prendere la macedonia di frutti tropicali lungo la spiaggia, ne vale davvero la pena. Dopo una lunga passeggiata sotto il sole, ci siamo allontanati dalla folla e ci siamo sistemati sulla spiaggia in una situazione idilliaca: le voci della gente in lontananza venivano assorbite dolcemente dalle onde dell’oceano che si frangevano sulla spiaggia, mentre qualche gabbiano si spostava da una parte all’altra della riva per cercare cibo (qualche volta gentilmente offerto dai bagnanti). Nel frattempo sono arrivate le 5 del pomeriggio e decidiamo di tornare in hotel per riposarci e lavarci, prima di tornare a cena sul molo di Santa Monica, da Bubba Gump, la nota catena di ristoranti sul molo ispirata al celebre film Forrest Gump. Bubba Gump è un bel posto dove cenare e può essere anche romantico, quindi è consigliato sia a famiglie che a coppie. Le ricette originali per cucinare il pesce sono da provare, con la consapevolezza di uscire con lo stomaco pieno e le tasche vuote. Proprio così termina la prima giornata in California, considerando che ancora non avevamo cambiato gli euro cash che avevamo portato da Roma.

DAY 3

La mattina seguente inizia con la colazione più buona mai fatta in vita mia, in un locale di Beverly Hills: The Butcher, The Baker, The Cappuccino Maker. Il consiglio è di provare, come da nome, il cappuccino che subito vi proporranno; accanto potete chiedere la selezione di paste del giorno o il toast alla banana, una vera delizia. Sono unici e ben decorati i loro hamburger e i succhi di frutta (ananas su tutti). Terminata la colazione andiamo a vedere il Rodeo Drive e la Walk of Fame, con tanto shopping tra una stella e l’altra. Ultima tappa prima di partire per Las Vegas è l’Osservatorio di Griffith, quello in cui è stato girato La La Land per intenderci. Da qui si vede benissimo la famosa scritta “Hollywood” e lo skyline di Los Angeles, oltre a un tramonto mozzafiato. Per chi vuole, l’ingresso costa 8$ e la visita è molto interessante per gli amanti del cielo e delle stelle. Sono le 3 del pomeriggio e lasciamo alle spalle la prima tappa del Roadtrip per raggiungere in quattro ore e mezza Las Vegas (in Nevada, unica tappa fuori dalla California), cercando di arrivare con il sole già tramontato per apprezzare a pieno l’approccio con LV, tutta accessa e pronta a illuminare la notte e il deserto che la circonda. Con un paio di soste per rifornimento e cibo (In&Out Burger è imperdibile) arriviamo alle 21 a Las Vegas, impressionati dalla quantità di luce che la città emette, ma anche da un caldo torrido di 38 gradi a sole tramontato da più di un ora. Il nostro Hotel/Casinò è il New York New York che ci dà il benvenuto con una hall immensa, quasi fosse una città, piena di slot machine al centro e ristoranti di tutte le etnie ai lati. Memori del monito dei nostri genitori “il gioco spoglia e non veste” giochiamo 10$ ciascuno e torniamo con un bel bottino di 30$ che utilizziamo per della pizza prima di andare a dormire (non è stata una trovata geniale).

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DAY 4

Ormai la nostra sveglia biologica è impostata alle 7.30 della mattina e, quando scendiamo per andare a fare colazione, vediamo degli zombie tornare nelle loro camere, chi a mani piene e chi a a mani vuote. Suona molto strano, ma dopo la colazione visitiamo l’hotel e scopriamo che ha una montagna russa altissima e due piani interi dedicati a videogiochi e benessere, mentre un altro piano a negozi e fast food. Il Paese dei Balocchi descritto da Collodi è Las Vegas e, non a caso, in Percy Jeckson viene utilizzata Las Vegas come simbolo del fiore di Loto. Passeggiamo lungo la via principale della città e rimaniamo colpiti dagli store di Coca Cola e M&M’s, immensi. La passeggiata prosegue e a ogni passo c’è un edificio immenso, quasi sempre riproduzione moderna di monumenti o città famose nel mondo. Abbiamo visitato ogni edificio della città e siamo tornati in hotel per fare la montagna russa e cenare da Shake Shak, un fast food molto buono. La sera l’abbiamo trascorsa tra film su Netflix e Casinò, questa volta tornando in camera a mani vuote. Per quanto interessante e affascinante possa essere Las Vegas, la giornata l’avremmo dovuta trascorrere sulle rive del Fiume Colorado o a visitare il Gran Canyon, a sole 2 ore da LV.

DAY 5

Lasciamo Las Vegas ed entriamo nella bellissima e insidiosissima Death Valley, la Valle Della Morte. C’è il deserto e una strada che lo taglia in due, ma miglio dopo miglio l’occhio non si stanca mai della vastità unica di quel panorama. La meta è Mammoth Lakes, una località montana nei pressi del parco di Yosemite; perciò, attraversata la Valle della Morte, iniziamo a salire per delle montagne rocciose giallastre ed è unica l’emozione che si prova ad attraversarle con la sensazione di essere abbracciati e minacciati dalle rocce che avvolgono ad arco la strada. Fortunatamente la temperatura scende notevolmente e il pieno fatto a Las Vegas lascia la macchina ancora in vita (è importantissimo fare il pieno prima di entrare nella Death Valley per non rimanere intrappolati nel caldo del deserto). Pranziamo in una Gas Station lungo il tragitto, l’Area 51, che ci serve gli hamburger più buoni che abbiamo mangiato in tutta la California (abbiamo mangiato 9 hamburger in 10 giorni, quindi l’affermazione è affidabile) e arriviamo a Mammoth Lakes verso le 5 del pomeriggio. Prendiamo la camera del residence e andiamo a fare un bagno in piscina per rilassarci dopo un viaggio lungo. Dopo cena prendiamo parte alla nostra serata Netflix defaticante dopo l’ennesimo viaggio.

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DAY 6

Svegliarsi al fresco e immersi nella natura è stato bellissimo e dopo una colazione home made andiamo a fare spesa per la giornata. Organizziamo un picnic e facciamo il giro dei laghi di Mammoth partendo dai Twin Lakes, in un’escursione di circa 4 ore. È tutto bello e piacevole, anche il pranzo preparato da Giulia, e al tramonto del sole ci definiamo “stanchi, ma felici”. Cuciniamo una pasta al pomodoro e il nostro Netflix ci accompagna tra le braccia di Morfeo.

lago 2

DAY 7

Giorno di cambio città: si va a San Francisco. Da Mammoth attraversiamo tutto il Parco Nazionale di di Yosemite, ammirandone i colori, la flora, la fauna e il fascino che porta con sé nel suo nome. Purtroppo, un paio di giorni prima del nostro arrivo un grandissimo incendio ha portato via parte del bosco e ha lasciato come testimonianza alberi con sfumature di marrone tendenti al nero carbone e un odore nell’aria di legna bruciata. Noi attraversiamo il parco e dopo un paio d’ore raggiungiamo Oakland, una bella città a poche miglia da San Francisco. A Oakland c’è l’Oracle Arena dei campioni NBA Golden State Warriors e, per 3 notti, il nostro alloggio. Sistemiamo i bagagli e andiamo subito a San Francisco, scontrandoci con un calcolo che abbiamo fatto male: il traffico sul Bay Bridge. Rimaniamo per 40 minuti in coda e dobbiamo pagare un pedaggio in entrata di 5$. Tuttavia, non è questa la nostra preoccupazione perché moriamo dalla voglia di visitare la rinomata San Francisco. Ammetto che il primo impatto non è stato dei migliori: traffico, difficoltà nel trovare un parcheggio a meno di 20$ l’ora e senzatetto che ci si avventano, senza cattive intenzioni, addosso. Sono le 19.30 della sera e andiamo a mangiare sushi da Ichi, un ristorante piccolo (max 25 coperti) e sui generis. Usciamo dal ristorante e dopo pochi passi in città torniamo a Oakland per andare a dormire.

DAY 8

La prima giornata tutta da dedicare a San Francisco. Colazione e si affronta nuovamente il traffico del Bay Bridge. Arriviamo in una San Francisco avvolta dalla nebbia, proprio come si vede nei film. La prima tappa è il Golden Gate Bridge, lo storico ponte di S. Francisco, e successivamente il Golden Gate Park, non particolare ma piacevole e rilassante da visitare. Terza tappa è la visita del SF MoMa, con la mostra di Magritte allestita temporaneamente. L’esperienza al SF MoMA è stata molto positiva e l’arte nell’edificio è davvero suggestiva, soprattutto quella fotografica. Abbiamo trascorso 5 ore nel museo, sono le 4 del pomeriggio e andiamo a mangiare a Lombard Street, attraversando San Francisco nelle sue salite e nelle sue discese che la rendono unica al mondo. Questa caratteristica della città è stato ciò che mi è piaciuto maggiormente delle città visitate. Dopo il pranzo, quasi una merenda vista l’ora, torniamo a Oakland e andiamo a vedere i murales della città, molto belli, ma non originali e unici al mondo. Torniamo in hotel, ceniamo e poi andiamo in un pub di Oakland a sentire musica dal vivo. Stanchi e brilli, ma sempre felici, andiamo a dormire.

DAY 9

Ci svegliamo tardi rispetto al solito, sono le 10 di mattina, ci prepariamo e andiamo al Pier dove ci incontriamo con degli amici di Roma che da fine giugno si sono trasferiti a Los Gatos, a nord di San Francisco. Il Pier 39 è più bello di quello di Santa Monica, ci sono più ristoranti ed è più accogliente, ma la presenza di troppe persone ci impedisce di trovare un ristorante con meno di un’ora di attesa, perciò cambiamo destinazione e decidiamo di incontrarci nuovamente a Union Square, una piazza nel cuore di SF. Saliamo all’ultimo piano di un centro commerciale, Macys, dove mangiamo (indovinate?!) hamburger e vediamo dall’alto un torneo di street Soccer allestito al centro della piazza. Terminato il torneo ci congediamo e approfittiamo della zona commerciale per andare a fare i regali alle famiglie e agli amici. C’è un vento freddo che ci colpisce, ma la città è troppo bella, quindi continuiamo a camminare lungo le sue vie, tra dei bellissimi edifici. Siamo stanchi, complici gli 8 giorni passati, e torniamo in hotel dove ci accade una cosa insolita. Ci addormentiamo e dormiamo per 14 ore, risvegliandoci alle 8 della mattina successiva.

DAY 10

Siamo un po’ storditi, vorremmo vedere Alcatraz prima di ripartire per Los Angeles, ma il traffico indicato da Google e i prezzi troppo elevati della visita ce lo impediscono. Dunque, con calma facciamo colazione al Caffè 817, un locale originale tutto in legno, popolato da tanti uomini di affari in colazioni di lavoro. Noi ci sistemiamo al di fuori del locale e ci godiamo la colazione accarezzati dal vento di Oakland. Ci mettiamo in macchina e torniamo a Los Angeles che ci accoglie dopo una settimana con un caldo tramonto. Ormai manca poco al termine della vacanza e brindiamo a ciò che è stato e ciò che sarà. Buonanotte Los Angeles, buonanotte California, buonanotte USA. A presto!


4 risposte a "California Road Trip in 10 giorni"

    1. Ti vorrei mettere in contatto con mia madre, critica cinematografica e cinefila. Ha una pagina Facebook (re-movies) e scrive per 16/9. Ho letto i tuoi articoli e potreste condividere idee o collaborare, qualora voleste.

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      1. Probabilmente non avrei il tempo per imbastire una collaborazione, ma la tua proposta mi lusinga e mi fa piacere, quindi ascolto volentieri ciò che avete da propormi. Scrivetemi pure a wwayne@hotmail.it. Grazie mille per la risposta e per la stima! 🙂

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