VALLE DELLA LUNA, 500 METRI DI PARADISO

La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso.

Così il noto cantautore Fabrizio De André descriveva la sua amata Sardegna, paragonandola all’ideale di Paradiso che aveva costruito. Chiunque abbia messo piede sull’isola dei nuraghi difficilmente smentirà l’artista genovese, pur non avendo l’esperienza di tutti i ventiquattro mila chilometri di estensione. In effetti, neanche io credo di poter andare lontano, nonostante la mia breve esperienza, dal paragonare ciò che ho visto dell’Isola al Paradiso. In cinquecento metri, nel nord dell’isola, ho visitato un posto meraviglioso che mi ha regalato emozioni mai provate prima: Valle della Luna. Situata nel nord dell’isola, appartiene al comune di Santa Teresa di Gallura, il più settentrionale della Sardegna.
Io ho avuto modo di vivere Valle della Luna dalla mattina al tramonto, ma il consiglio che dispenso è di dormire almeno una notte lì, affinché sia possibile capire appieno perché la Cala abbia preso il nome “Valle della Luna”.

L’accesso che porta in Valle è un cancello che divide una strada carrabile dalla natura che, attraverso un sentiero tra le rocce, conduce a una cala circondata da verde e rocce molto particolari, levigate dagli agenti atmosferici e dal colore cangiante dall’ocra al bianco. La cala è abitata da una comunità hippie che si insediò verso la fine degli anni ’60 e ospita durante l’estate turisti e membri di altre comunità. La sensazione che si percepisce nell’aria è quella di una clessidra che ha smesso di misurare il tempo, congelando tutta l’evoluzione tecnologica che ci ha accompagnati fino ad oggi e lasciando spazio al rapporto diretto tra uomo e natura. All’arrivo in Valle della Luna, dopo circa 7′ di passeggiata nel sentiero, rimarrete colpiti dagli accampamenti allestiti tra le rocce, sul prato o in “grotte” naturali. Io sono rimasto immobile per 5 minuti, cercando di adattarmi a quella realtà e voglioso di scoprire di più su quel posto davvero simile al Paradiso. Per accedere alla spiaggia è necessario superare un totem che incute un certo timore, nonostante la sua originalità, e quindi il consiglio è di lasciare delle offerte alla comunità, almeno per vivere il soggiorno senza pesi sulla coscienza. Volendo, potete accamparvi nella prima lingua di sabbia (la più popolata) e tuffarvi nel mare avvolto dalle rocce per un bagno o per iniziare una bella immersione.

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La mia scelta è stata quella di “scalare” le rocce e arrivare quanto più in alto possibile, sia per godere del paesaggio che per trovare altre insenature dove stabilirmi, possibilmente meno popolate della prima insenatura incontrata. Superate le rocce e gli animali selvatici che le popolano, si accede a uno spiazzo bellissimo, dal quale si osserva l’orizzonte mimetizzato nel blu profondo del mare. Il caldo di agosto è stato neutralizzato dall’ombra creata da alcune rocce e questa è stata una fortuna per arrivare in tranquillità a fine serata. Tra tuffi dalle rocce, lettura di libri e consumazioni di cibo portato da casa il sole ha toccato il suo picco nel cielo e ha iniziato la fase calante, pronto a scivolare al di là del mare per violentare altre notti. Il silenzio della paradisiaca Valle della Luna viene dolcemente interrotto dai canti della comunità hippie rivolti al Sole e, così, un giallo fuoco sfuma verso l’arancione; poi il rosso, finché il blu non prende possesso del cielo e accompagna la Valle della Luna a vivere lo splendore della notte.

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La notte è il momento più bello che vive la Valle, quando il bagliore della Luna illumina le rocce che assumono un colore bianco sfumato, mentre il falò riscalda la comunità nella cala e fa compagnia in attesa del ritorno del Sole.

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