Quando inizia un viaggio?

Vi siete mai chiesti quando sia il momento di inizio di un viaggio?

Se sì, sicuramente avrete sposato una di queste filosofie:

  • dal momento in cui lo si pensa;
  • dal momento in cui lo si progetta;
  • dalla notte prima di partire;
  • da quando si sale sul mezzo di trasporto (se fatto con un mezzo);
  • dal momento in cui arriviamo al punto di partenza.

Qualora qualcuno dovesse chiedermi “Quando inizia un viaggio?”, probabilmente, l’unica risposta plausibile sarebbe“dipende!”, dal momento che a questa domanda che mi pongo da diversi anni, ancora non posso dire di aver trovato una risposta da fornire universalmente.

Aristotele sosteneva che addirittura il tempo dipendesse dall’inizio del viaggio e che potessimo parlare di tempo in relazione alla domanda “tra quanto tempo tornerai?”, in quanto la percezione di un cambiamento, di un movimento fosse la conditio sine qua non per l’esistenza e la necessità di misurare del tempo. Naturalmente i tempi sono cambiati e la stessa idea del tempo ha subito profonde mutazioni, anche in relazione al viaggio e alla velocità con cui lo si è progressivamente affrontato, andando a stravolgerne l’ordine del tempo e la consecutio partenza, arrivo, ritorno.

Nel corso di diversi viaggi intrapresi, soprattutto negli ultimi anni, ho vissuto l’inizio in momenti differenti rispetto alla partenza e ognuno di questi ha assunto un valore speciale perché sempre ricco di adrenalina ed emozione, nonostante fossero molto diverse motivazioni e obiettivi che mi portavano al momento della partenza. Lo scorso anno sono andato in California, per un road trip che sognavo da una vita, e posso affermare che il momento di inizio è coinciso con il momento della partenza dell’aeroplano da Roma, non un momento prima né uno dopo. Quando sono andato a Belgrado o a Istanbul, addirittura, il momento di inizio è coinciso con l’arrivo in hotel nelle rispettive città.

Domani partirò per Santander, la prima tappa del Cammino di Santiago, eppure l’inizio di questo viaggio c’è stato anni fa, nel lontano 2009.

Vivere il momento della partenza dopo 10 anni dal momento dell’inizio è un qualcosa di meraviglioso che porta con sé metà della mia vita e un bagaglio di emozioni e avventure che ho raccolto nella mia crescita, dall’adolescenza dei 13 anni all’età più adulta dei 23. Forse è anche questo il motivo che mi porta a ritenere questo il viaggio della mia vita, almeno per ora.

Il Viaggiatore errante Santiago de Compostela

È strano far coincidere la partenza di un viaggio programmato da qualche mese con una data lontana 10 anni, vero?

Un tuffo nel passato

2009. Ero in terza media e la mia scuola organizzò con Extra TV, televisione locale di Frosinone, un viaggio di istruzione a La Coruña, città locata nel nord-ovest della Spagna, vicina la famosa Santiago de Compostela. Emozionato per la mia prima volta in Spagna e per la presenza della televisione, partii con tanto entusiasmo e voglia di conoscere quel posto che, pur senza una ragione particolare, suscitava in me un grande fascino. A distanza di anni, ho capito il perché e la risposta l’ho trovata nel 2015, quando scelsi Tralee, un paese sperduto del sud-ovest irlandese, per trascorrere 3 mesi estivi in un Paese anglofono: la non contaminazione del turismo e la possibilità di creare una relazione con il posto sconosciuto quanto più intima possibile.

Il viaggio scolastico superò di gran lunga le aspettative e l’oceano che bagnava le coste della città principale della Galizia oggi risuona ancora vivo nei miei ricordi, mentre l’arrivo dei pellegrini nella vicina Santiago de Compostela e il senso di libertà percepito a Finisterre sono parte della motivazione per cui è nata l’esigenza di tornare lì.

L’inizio del mio viaggio

Il mio viaggio per Santiago de Compostela ha avuto inizio 10 anni fa e, paradossalmente, è originato dalla fine del percorso che intraprenderò domani.

Se penso a quando è iniziato, posso affermare con certezza che ero totalmente un’altra persona. In questi 10 anni ho avuto continui cambiamenti nella mia vita, alcuni positivi e altri negativi (com’è normale che sia), e ho accumulato tante domande che la frenesia delle giornate lascia senza risposta.

Non cercherò delle risposte con insistenza, né pretenderò di trovarne.

Proverò a scendere dalla Torre di Babele nella quale vivo per affrontare e superare con le mie sole forze, davanti a Dio e con Dio, quelle che da sempre sono le colonne d’Ercole della nostra esistenza terrena, ciò che ci tiene bloccati e afflitti: lo spazio e il tempo.

Nel 2009 raggiunsi la meta senza percepire il vero valore, perché i chilometri percorsi attraverso i finestrini di un pullman, in un tempo troppo veloce per un essere umano, avevano perso la vera essenza.

Mi aspetteranno circa 300 chilometri in 10 giorni e non avrò aiuti dalla tecnologia, dall’organizzazione solida e rassicurante della società, ma sarò solo con me stesso, con il mio corpo, con la mia mente e con la forza dell’amicizia, il valore aggiunto di questo viaggio.

A me e a chi condividerà con me questo percorso, anche solo seguendo il blog, buon viaggio!


3 risposte a "Quando inizia un viaggio?"

  1. Buon inizio Anto. Non sarai di certo solo.

    Ti seguirò con piacere e avremo modo di confrontarci ancora come abbiamo da pochissimo iniziato a fare.

    Un abbraccio

    "Mi piace"

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