Il Cammino di Santiago – Day2: la prima tappa e un piccolo errore di percorso

Il tempo di spegnere il computer, chiudere gli occhi ed è suonata subito la sveglia delle 2.45 per andare a prendere il pullman che ci avrebbe portato a Ribadeo, partenza della prima tappa del nostro Cammino del Nord.

Sapere che il riposo prima di affrontare 27 chilometri è un sedile di un pullman pieno di persone vi assicuro che non è il massimo e non è il massimo neanche viverla, ma fa parte del percorso e questo ha conferito anche a quel momento un suo fascino.

Alle 9.00 siamo arrivati nella tranquilla Ribadeo, una piccola città accogliente a 190 chilometri da Santiago de Compostela. Il meteo non ci ha sostenuti, regalandoci una colazione sotto la pioggia e un ennesimo cambio celere di abbigliamento.

“Riposati”, nutriti ed emozionati abbiamo finalmente mosso i primi passi sul sentiero indicato dalla Conchiglia che ci guiderà fino alla Cattedrale di Santiago de Compostela.

Superati i primi 15 minuti di pioggia, abbiamo iniziato a camminare in scioltezza, percorrendo i primi 6 chilometri in un’ora. Da quel momento in poi, complici diversi fattori, il gruppo ha rallentato la velocità di marcia, toccando i 10 chilometri dopo 120’ di cammino.

Una delle cose più belle che mi avevano preannunciato durante l’organizzazione del viaggio era l’incontro continuo con persone provenienti da tutte le parti del mondo, ognuna con una storia straordinaria alle spalle.

Nella prima tappa abbiamo incontrato una coppia originaria di Alessandria, Alberto ed Elisa, che è al ventunesimo giorno del Cammino e alla seconda esperienza di Pellegrinaggio con Santiago dC come meta. Economista e sociologa, Alberto ed Elisa vivono rispettivamente ad Alessandria e Trento durante l’anno, ma condividono la passione per i viaggi introspettivi e riflessivi, cogliendo ogni momento libero per partire e vivere insieme questo tipo di esperienza. Dopo una bella chiacchierata, ci salutiamo con il tipico “Buen Camino”, il congedo universale dei pellegrini che si incontrano durante il percorso.

Tornando sui nostri passi, intorno ai 15 chilometri abbiamo deciso di fermarci per il pranzo. Dopo un’ora di riposo, ci siamo rimessi in cammino con la consapevolezza di dover affrontare altri 11 chilometri.

Passo dopo passo le gambe sono diventate sempre più pesanti e hanno risposto sempre meno ai comandi del cervello, arrivando a un chilometro dalla nostra prima meta stanchi e senza sensibilità ai piedi. Per riprendere un po’ di energie, abbiamo pensato di fermarci in un bar che ci ha ben accolti, ma ci ha avvertiti che avremmo dovuto affrontare un chilometro in più, perdipiù in salita.

Se il corpo era affannato e stavamo andando in avanti per inerzia, a quel punto ha ceduto anche la tenuta mentale, portandoci ad affrontare l’ultimo chilometro in 1 ora.

L’arrivo all’ostello è stato liberatorio e ci ha fatto ben sperare per l’emozione che proveremo tra sei giorni alla fine del Cammino. Oggi abbiamo rotto il ghiaccio, abbiamo sicuramente imparato quanto sia fondamentale gestire le energie ed essere sempre presenti con la testa, consapevoli di non fermarsi fino alla fine.

Siamo stanchi e soddisfatti. Ora ci riposiamo e ci prepariamo per domani.

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